Perché la crisi climatica rende il cibo meno nutriente
Quando si parla di crisi climatica l’attenzione si concentra spesso su fenomeni visibili e dirompenti come eventi climatici estremi, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento dei mari o siccità anomala. C’è però un effetto collaterale meno evidente che finisce quotidianamente sulle nostre tavole: il cambiamento climatico sta rendendo il nostro cibo meno nutriente. Frutta, verdura e cereali stanno diventando progressivamente meno ricchi di nutrienti essenziali, un fenomeno che trasforma le colture alla base della nostra alimentazione in un concentrato di calorie sempre più povero di vitamine e minerali.

Perché il cibo diventa meno nutriente?
Oltre agli effetti legati all’impoverimento del suolo, alla base del fenomeno si trova un meccanismo biologico innescato dall’eccesso di anidride carbonica presente nell’atmosfera a causa delle emissioni di gas serra. Sebbene la CO2 sia il carburante fondamentale per la fotosintesi e stimoli le piante a crescere più rapidamente, questa crescita accelerata comporta un grave «effetto diluizione». Le colture, sviluppandosi a ritmi anomali, accumulano grandi quantità di carboidrati e zuccheri, ma il loro apparato radicale non riesce ad assorbire i minerali dal suolo con la stessa velocità.
L’eccesso di CO2 fa sì che le piante non abbiano bisogno di aprire frequentemente i loro stomi, piccole aperture con lo scopo di regolare gli scambi gassosi. Quando gli stomi si aprono, parte dell’acqua contenuta nella pianta evapora. Ma poiché gli stomi si aprono meno frequentemente, le piante assorbono anche meno acqua attraverso le radici. Acqua che a sua volta contiene i minerali fondamentali all’accumulo di nutrienti.
Quali nutrienti diminuiscono per colpa della crisi climatica?
A confermare la dinamica è una recente ricerca condotta dagli studiosi dell’Università di Leiden pubblicata sulla rivista Global Change Biology i cui dati si aggiungono a un crescente corpo di studi sul tema. Analizzando decine di migliaia di misurazioni su 43 colture diverse e tracciando l’andamento di 32 nutrienti, i ricercatori hanno dimostrato come l’iper-crescita causata dalla CO2 impedisca alle piante di immagazzinare correttamente gli elementi essenziali. Il risultato è un raccolto visivamente rigoglioso e ricco di calorie, ma svuotato di preziosi micronutrienti.
La crescita innescata dalla CO2 va a intaccare proprio i micronutrienti su cui si regge la salute umana. Tra le perdite più significative quelle di zinco, ferro, proteine vegetali, vitamine B, calcio e magnesio. Rispetto agli anni ‘80 del secolo scorso, questi nutrienti sono scesi in media del 3%. Un dato non catastrofico ma di fatto una tendenza significativa destinata a peggiorare in mancanza di azioni concrete sulle emissioni di CO2.
Quali alimenti sono più colpiti?
Non tutte le colture reagiscono allo stesso modo all’aumento di anidride carbonica nell’atmosfera, ma i dati mostrano che sono soprattutto gli alimenti alla base della dieta quotidiana a subire le conseguenze più importanti. A subire il contraccolpo peggiore sono pilastri dell’agricoltura mondiale come grano, riso, soia, orzo e patate. Un vero allarme rosso considerando come grano e riso da soli forniscono gran parte dell’apporto calorico mondiale. Perdite di nutrienti sono registrate anche in altri alimenti fondamentali per l’alimentazione come legumi, frutta, verdura e ortaggi a foglia verde. Al contrario, dai dati è emerso come mais e sorgo risultino meno vulnerabili, riuscendo a mantenere un profilo nutrizionale più stabile anche in un’atmosfera alterata dai gas serra.
Che cos’è la fame nascosta?
Il risultato di questo progressivo impoverimento ha un nome preciso: si chiama «fame nascosta». A differenza della malnutrizione tradizionale che si manifesta con un’evidente carenza di cibo e un apporto calorico insufficiente, la fame nascosta agisce in modo invisibile colpendo anche chi mangia a sufficienza, o addirittura in eccesso, ma che finisce per nutrirsi con alimenti poveri di micronutrienti.
L’eccesso di anidride carbonica nell’atmosfera sta trasformando il modo in cui si nutrono le piante e questo influisce direttamente sul fenomeno della fame nascosta rischiando di trasformarla in un’emergenza su larga scala in grado di colpire anche i paesi più sviluppati.
Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.
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