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Maccheroni, storia, origine e perché si chiamano così

Maccheroni, storia, origine e perché si chiamano così

I maccheroni hanno una storia che passa tra Sicilia, Campania e Liguria, oltre che un nome che solleva ancora controversie in tutta Italia.

La storia dei maccheroni parte dal Medioevo e a livello geografico colloca le sue radici nel Sud Italia. I natali del particolare formato di pasta sono ancora oggi contesi tra Sicilia e Campania, ma nell’equazione ha una parte importante anche Genova. L’etimologia del nome è collegata a una pietanza popolare all’epoca molto diffusa ma ancora oggi, quando si parla di maccheroni, le incomprensioni non mancano.

Maccheroni, storia, origine e perché si chiamano così
@envatoelements

Dove sono nati i maccheroni? 

Capire dove inizia la storia dei maccheroni non è semplice ma sembra che i primi antenati della pietanza abbiano visto i natali in Sicilia, nel Medioevo. Il testimone è passato poi a Genova, centro dei commerci del grano nel Mediterraneo. Il primo documento che nomina la parola è proprio un inventario di beni di un uomo d’arme del luogo, Ponzio Bastone, nel 1279. 

Nel 1295 presso la corte di Napoli si trovano, invece, testimonianze su un pagamento avvenuto in “maccheroni” e il termine viene utilizzato anche nel Decameron di Boccaccio. Si indicava però all’epoca un generico formato di pasta di qualsiasi forma. Nel 1500 la leccornia aveva già conquistati i palati dei nobili e nel 1700 l’avvento delle macchine per la fabbricazione della pasta su vasta scala l’ha trasformata in uno street food più accessibile.

Perché si chiamano così? 

L’etimologia della parola maccheroni ci dice molto sulla storia della pietanza. Il termine sembra derivare da “macco”, lemma con cui si indicava un purè di legumi che veniva abitualmente consumato dopo essere stato “ammaccato” ovvero schiacciato. Volendo risalire alle radici ancora più datate della parola si può, però, arrivare all’Antica Grecia

Qui la “makaria” era una sorta di zuppa a base di orzo e brodo, consumata in genere in occasione dei funerali. “Makarios” era, infatti, il “beato”, che, però, poteva raggiungere questa condizione solo una volta morto. Da “maccheroni” deriva, infine, il termine "maccheronico". Un tempo questo veniva usato in modo dispregiativo dagli umanisti per indicare quel latino condito da espressioni dialettali, tipico dei cuochi di convento.

Qual è la differenza con altri formati di pasta? 

Guardando alla storia è chiaro che distinguere tra maccheroni e altri formati di pasta non è semplice come potrebbe sembrare. Molto dipende da quale regione d’Italia sia il teatro della contesa culinaria. Il termine indica, in teoria, una tipologia di pasta corta e tubolare ma tra Centro e Sud d’Italia la questione si complica. 

In Calabria e in Sicilia la parola viene usata pe indicare l’impasto arrotolato intorno a un ferretto che, alla fine dell'operazione, è lungo circa mezzo spaghetto. In Abruzzo i maccheroni indicano una pasta all’uovo lunga, a sezione quadrata, alla chitarra. Tra Toscana e Molise con la definizione si delinea quasi sempre una sorta di tagliatella larga.

I maccheroni hanno fatto molta strada nel corso della storia e a cambiare sono stati anche i condimenti associati alla pietanza. All’inizio la pasta veniva spesso servita con formaggio grattugiato e pepe. Il pomodoro è arrivato solo in un secondo momento, così come il ragù, citato in abbinamento alla leccornia dal gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti nel 1837.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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