Muffa nel cibo, quando si può togliere e quando buttare tutto
Trovare muffa nel cibo non è mai un piacere ma è bene evitare allarmismi. I pericoli sono legati all’ingestione di porzioni abbondanti di alimenti, che possono sfociare in intossicazioni di varia entità. Frutta secca, formaggi freschi, cereali e vegetali non sodi non possono essere salvati mentre prodotti come frutta e verdura più compatti e formaggi stagionati hanno margine di recupero. Andamo a scoprire insieme cosa fare in caso di contaminazioni indesiderate.

La muffa nel cibo è sempre pericolosa?
Le muffe sono organismi pluricellulari, per lo più visibili a occhio nudo, che appartengono al regno dei funghi, che proliferano anche nel cibo. Le muffe si sviluppano in presenza di alte temperature e/o alti tassi di umidità. Negli alimenti i pericoli maggiori riguardano prodotti acquosi, ricchi di zuccheri, conservati, a temperature superiori a 15 °C. Nemmeno i frigoriferi azzerano le probabilità di contaminazione perché mancanza di areazione e abbondante presenza d’acqua causano problemi.
I rischi connessi all’ingestione di cibo ammuffito derivano dai prodotti del metabolismo secondario di alcuni tipi di funghi: le micotossine. Queste, se consumate in modo continuativo, possono dare origini a sintomi che coinvolgono reni, fegato, sistema nervoso e apparato respiratorio. Le muffe presenti in alcuni formaggi, come nel gorgonzola sono del tutto innocue. È, poi, da un tipo di muffa che è stata sviluppata la penicillina.
Quali alimenti vanno buttati?
Con la muffa nel cibo bisogna fare delle distinzioni in base al tipo di alimento:
- Pane, cereali e derivati: vanno buttati perché quando vediamo la proliferazione fungina la muffa ha già intaccato l’alimento in profondità. Ciò che li contiene va, poi, disinfettato.
- Latte e latticini freschi, come yogurt e formaggi molli: vanno eliminati per lo stesso motivo.
- Formaggi stagionati: è possibile tagliare la parte ammuffita con un margine di 1-3 centimetri, tenendo lontano il coltello dalla parte contaminata.
- Frutta secca, frutti di bosco e spezie: vanno buttati ai primi segni di muffa.
- Frutta e verdura con polpa succosa: non risultano salabili
- Marmellate, confetture e succhi di frutta: devono essere altrettanto eliminati nella loro interezza.
- Frutta e verdura sode: è possibile eliminare la parte ammuffita con buon margine.
- Carne e pesce: è necessario buttare tutto ai primi segni.
Come conservare il cibo per evitare muffe e sprechi?
Per evitare che la muffa proliferi nel nostro cibo è necessario seguire alcune pratiche di conservazione degli alimenti. Queste comprendono:
- Riporre rapidamente gli alimenti deperibili in frigorifero, soprattutto in presenza di alte temperature esterne, meglio se in contenitori appositi. In assenza di questi ogni prodotto va coperto con la pellicola.
- Lavare frutta e verdura solo quando s'intende consumarle, così da evitare di lasciare residui di acqua su di esse. Avvolgerle in carta assorbente quando le si ripone è altrettanto consigliato.
- Pulire regolarmente il frigorifero, asciugando le superfici e assicurandosi che tra i singoli prodotti pass una buona quantità di aria. Tenere separati i singoli alimenti garantisce anche che non possano contaminarsi a vicenda.
- Evitare di lasciare a lungo prodotti aperti all’interno dell’elettrodomestico.
Se si ingerisce cibo ammuffito per errore non è necessario allarmarsi. La nausea è la conseguenza più comune in cui si rischia di incorrere, mentre intossicazioni più gravi, con diarrea, vomito, problemi cutanei e manifestazioni respiratorie, risultano più rare e legate al consumo continuo d prodotti contaminati. Non è esclusa la possibilità di reazioni allergiche nei soggetti predisposti quindi rivolgersi a un medico in caso di sintomi anomali resta consigliato.
Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.

.webp&w=3840&q=50)




