Finferli e pioppini, differenze, periodo e come usarli in cucina
Le differenze tra finferli e pioppini sono varie. A un fungo di colore dorato, che cresce a terra, ne corrisponde uno dal cappello marrone che ha bisogno del legno degli alberi per prosperare. Il sapore dolce e fruttato dei primi risulta, poi, ben distinguibile da quello intenso e terroso dei secondi e tutto ciò si ripercuote sulle ricette a cui i due alimenti si prestano meglio.

Differenze a colpo d’occhio
Alcune differenze tra finferli e pioppini sono facilmente visibili. Possiamo, infatti, notare che:
- Gambo: nei finferli è giallo dorato, con una struttura a cono rovesciato e raggiunge una lunghezza di 3-5 centimetri. Nei pioppini arriva, invece, a più di 10 cm di lunghezza, appare slanciato e biancastro.
- Cappello: nel finferlo è, di nuovo, giallo dorato, mentre nel pioppino risulta bruno. Nel primo caso, all’inizio della crescita è concavo e si appiattisce man mano. Nel secondo nasce, invece, convesso e assume poi una forma a imbuto.
- Lamelle: Nel finferlo sono pseudo-lamelle, che partono dalla parte inferiore del cappello, come pieghe nella carne e si prolungano fino alla parte superiore del gambo. Quelle del pioppino sono, invece vere lamelle, fitte e abbastanza larghe.
In caso di dubbi affidarsi agli esperti rimane l’unica soluzione sicura.
Periodo e raccolta
Quelle di aspetto non sono le uniche differenze tra finferli e pioppini. A cambiare è per esempio, anche l’habitat dei funghi. I primi crescono nei boschi di latifoglie o aghifoglie, nei terreni particolarmente umidi. Amano quindi le piogge abbondanti e non si presentano quasi mai solitari. La loro conformazione tipica è, anzi, quella di gruppi circolari. I pioppini, come suggerisce il nome, amano particolarmente i pioppi, ma crescono anche su altre latifoglie come olmi, querce e sambuchi.
Si tratta, però, di funghi parassiti, che hanno bisogno del legno per crescere e si sviluppano in cespi. Mentre i finferli sono reperibili da giugno a ottobre, poi, i pioppini risultano prettamente autunnali. Affidandoci all’olfatto potremo notare che i finferli crudi non emanano particolare odore, mentre il pioppino presenta un profumo più marcate di bosco.
Sapore e usi in cucina
Le differenze tra finferli e pioppini sono marcate anche al palato. I primi funghi mostrano un aroma dolce, con note fruttate che ricordano l’albicocca. I secondi presentano, invece, un gusto più intenso, con note terrose e acidule. Entrambi gli alimenti devono essere consumati freschissimi e cotti, mai crudi, ma, a differenza dei chiodini, non necessitano della bollitura preventiva. Il finferlo si presta benissimo alla cottura in padella con olio, aglio, sale e pepe e prezzemolo.
Il suo aroma unico risulta perfetto per esaltare il sapore degli altri funghi e si presta bene ad arricchire contorni, paste fresche e risotti. Gli abbinamenti ideali comprendono uovo, carne bianca o cacciagione, salsiccia, pancetta e fondute di formaggi forti. I pioppini, che si usano di solito interi, sono ottimi in umido e fanno da ingrediente ideale per ricette accompagnate da polenta.
Finferli e pioppini, con le loro differenze, sono prodotti dal valore unico. Entrambe le varietà risultano ricche di minerali, fibre e vitamine, pur avendo un basso contenuto calorico. La sicurezza alimentare resta, però, la priorità. In caso di dubbi è dunque necessario affidarsi all'identificazione da parte di micologi professionisti presso gli Ispettorati Micologici delle ASL/ATS locali.
FAQ
Come riconoscere i finferli?
I finferli sono di colore giallo dorato, dotati di un gambo a forma di cono rovesciato, lungo circa 3-5 cm e di un cappello inizialmente concavo che si appiattisce man mano.
I pioppini sono tossici?
No, i pioppini non sono tossici, ma vanno consumati freschissimi e previa cottura.
Quali sono gli altri nomi dei finferli?
I finferli vengono anche chiamati gallinacci, gallucci o galletti, a seconda della zona d’Italia in cui ci troviamo.
Chiodini e pioppini sono la stessa cosa?
No, si tratta di due funghi diversi per aspetto, habitat, sapore, modalità con cui vanno trattati e usi ideali in cucina.






