Popillia Japonica, come riconoscerla e quali danni provoca
La Popillia Japonica è un coleottero originario dell’Asia che ormai da più di un decennio ha colonizzato anche l’Europa e l’Italia. L’insetto invasivo può provocare ingenti danni a coltivazioni e piante ornamentali sia al suo stato adulto, sia a quello larvale. Riconoscerlo non è complicato ma per eliminarlo è necessario affidarsi alle strategie consigliate dalle autorità piuttosto che ai metodi fai da te.

Cos’è la Popillia Japonica?
La Popillia Japonica è un coleottero appartenente alla famiglia degli Scarabeidi. L’insetto è lungo 8 e 12 millimetri e largo tra 5 e 7. Testa e torace sono di colore verde metallico scuro, mentre le ali rigide, che non ricoprono del tutto il corpo, sono brune. I segni distintivi che permettono di riconoscere la Popillia Japonica e di non confonderla con le specie di coleotteri autoctone sono rappresentati da 5 ciuffi bianchi su ciascun lato dell’addome e da 2 ciuffi più grandi sull’estremità posteriore del corpo.
L’insetto è stato introdotto accidentalmente in Nord America a inizio XX secolo ed è arrivato per la prima volta in Italia nel 2014. La diffusione a livello internazionale è connessa soprattutto al commercio di prodotti agricoli e piante ornamentali, mentre a livello locale gli animali adulti, attivi tra giugno e settembre, mostrano una buona capacità di volo, soprattutto nelle giornate particolarmente calde.
Quali danni provoca?
La Popillia Japonica provoca gravi danni alle piante, intaccandone radici, foglie, fiori e frutti. I problemi iniziano quando il coleottero è in fase larvale. Le femmine depongono le uova nel terreno e queste, che si schiudono in circa due settimane e svernano in loco, si nutrono delle radici. Le piante iniziano dunque a perdere vigore e vaste macchie di vegetazione, soprattutto in prati e tappeti erbosi, ingialliscono.
I coleotteri giapponesi causano però la maggior parte dei danni da adulti. Le foglie attaccate dagli insetti rimangono scheletrizzate e spesso di esse resta solo la venatura centrale. Fiori e frutti vengono, poi, quasi del tutto divorati e distrutti. La Popillia Japonica si nutre partendo dall’alto, per poi scendere verso il basso.
Cosa fare se la si trova?
Per eliminare la Popillia Japonica da orti e giardini ci si può affidare ad alcune strategie:
- Barriere meccaniche: il mezzo migliore per proteggere le proprie colture, soprattutto se si ha a che fare con ortaggi e piccoli frutti, è rappresentato dalla messa in posizione di reti a maglie fitte.
- Raccolta manuale: chi deve proteggere orti e giardini può rimuovere personalmente gli adulti. In questo caso l’operazione va effettuata la mattina presto. Quando le temperature sono inferiori a 20-21 °C la Popillia Japonica non vola. Gli esemplari trovati possono essere gettati in un contenitore riempito con acqua. L’aggiunta di detersivo per i piatti rompe la tensione superficiale di quest’ultima e impedisce agli insetti di scappare.
- Uso di repellenti naturali: è possibile spruzzare sulla vegetazione dell’olio di Neem. Il trattamento va effettuato di sera così da tutelare le api e da evitare che il sole bruci le foglie bagnate.
La Popillia Japonica si nutre di oltre 3.000 specie di piante quindi la sua azione fa danni ad ampio raggio. Colture come la vite tollerano maggiori livelli di defoliazione ma l’azione del coleottero giapponese si rivela comunque potenzialmente devastante. L’uso di pesticidi chimici resta sconsigliato e lo stesso vale per le trappole a base di feromoni, che rischiano di attirare più insetti di quanti ne possano eliminare.

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