Ghiacci della Groenlandia la fusione estrema produce 6 volte più acqua
La calotta di ghiacci della Groenlandia sta attraversando una crisi strutturale senza precedenti contraendosi a ritmi che allarmano la comunità scientifica. Una recente ricerca dell’Università di Barcellona pubblicata sulla rivista Nature Communications, ha rivelato infatti come gli eventi di fusione estrema siano diventati statisticamente più frequenti passando da eccezioni isolate a fenomeni ricorrenti. Negli ultimi decenni la quantità di acqua dolce prodotta dagli episodi di fusione estrema è arrivata a essere circa 6 volte superiore alle medie registrate nella seconda metà del secolo scorso, accelerando il declino dei ghiacci artici e minacciando l’intero equilibrio climatico globale.

Perché i ghiacci della Groenlandia si sciolgono più velocemente?
Raccogliendo dati satellitari e climatici dal 1950 al 2023, il team di ricercatori guidato dagli esperti dell’Università di Barcellona ha analizzato l’evoluzione climatica della Groenlandia. La regione sta subendo una trasformazione accelerata con aree sempre più vulnerabili anche nel nord dell’isola, tradizionalmente considerato più stabile. Secondo i ricercatori, il motore primario di questa accelerazione è dovuto non tanto ai fenomeni di circolazione atmosferica (anticicloni e cicloni), quanto piuttosto al costante aumento delle temperature causato dall’effetto serra.
La presenza di aria stabilmente più calda sopra la calotta artica è in grado di destabilizzare la superficie ghiacciata. Le estati groenlandesi sono oggi più lunghe e calde, favorendo episodi di scioglimento intensi anche in aree che in passato restavano stabilmente coperte di ghiacci. Inoltre, una volta sciolto, il ghiaccio lascia superfici più scure e meno riflettenti che finiscono per assorbire più calore dall’esposizione al sole, alimentando la fusione in un circolo vizioso.
Cosa significa 6 volte più acqua?
Il dato emerso dalla ricerca fotografa la straordinaria violenza con cui si manifestano i nuovi picchi di calore estivi. In condizioni climatiche normali lo scioglimento dei ghiacci avviene in modo graduale e prevedibile lungo i mesi più caldi dell’anno. Tuttavia, quando un’ondata di calore estrema investe la calotta artica, l’effetto combinato delle temperature elevate e della riduzione dell’albedo, ovvero la capacità del ghiaccio di riflettere i raggi solari, innesca una vera e propria reazione a catena.
Per comprendere la portata del fenomeno è necessario guardare alle quantità storiche (espresse in miliardi di tonnellate) di acqua immessa nell’oceano. Tra il 1950 e il 2023, gli eventi di fusione estrema hanno generato una media di 12,7 gigatonnellate di acqua per decennio. Se si isola il periodo che va dal 1990 a oggi, la cifra è letteralmente schizzata a 82,4 gigatonnellate per decennio: circa 6 volte in più rispetto alle medie della seconda metà del ‘900. La frequenza di questi picchi distruttivi è concentrata quasi interamente nella nostra storia recente: ben 7 dei 10 episodi di scioglimento più intensi mai registrati dal 1950 si sono verificati dopo il 2000, con record storici assoluti toccati nell’agosto del 2012, nel luglio del 2019 e nel luglio del 2021.
Quali sono le ripercussioni?
Le ripercussioni dei fenomeni estremi di scioglimento dei ghiacci della Groenlandia si estendono ben oltre i confini del circolo polare artico rappresentando una minaccia diretta per le aree costiere a livello globale. La Groenlandia oggi è uno dei principali fattori che contribuiscono all’innalzamento del livello dei mari. Secondo i ricercatori spagnoli, se le emissioni di gas serra non verranno ridotte drasticamente in tempi brevi, la frequenza di questi shock termici dovuti al riscaldamento globale aumenterà in modo esponenziale.
Le proiezioni indicano che entro il 2100 il volume complessivo di acqua rilasciato nell’Artico da questi eventi estremi potrebbe addirittura triplicare, con il nord della Groenlandia indicato come un possibile «hotspot» di fusione. Un afflusso di acqua dolce di questa entità non solo minaccia di sommergere le coste a causa dell’innalzamento delle acque, ma rischia anche di alterare le grandi correnti marine globali, fondamentali per la regolazione del clima europeo e dell’intero pianeta.
Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.
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