Finocchio selvatico e aneto, differenze e come usarli in cucina
Finocchio selvatico e aneto vengono spesso confusi, ma tra i due esistono molte differenze. Le due piante appartengono alla stessa famiglia ma vista, olfatto e tatto possono aiutarci a non fare confusione. A foglie verde brillante, ne fanno eco altre di tonalità più spente, ma, soprattutto, a un odore fresco e aromatico se ne contrappone uno molto intenso, quasi a tratti sgradevole. Tutto ciò si ripercuote sugli usi in cucina dei due vegetali.

Finocchio selvatico e aneto: differenze principali
Finocchio selvatico e aneto presentano sia similitudini sia differenze. Entrambi appartengono, per esempio, alla famiglia delle Apiaceae e si sviluppano come piante erbacee, che si colorano di infiorescenze gialle a ombrello. Sia il Foeniculum vulgare, sia l’Anethum graveolens crescono in climi temperati caldi fino a un’altitudine di 600 metri circa.
Per le differenze bisogna invece guardare a:
- Origine: il finocchio selvatico è originario dell’area Mediterranea, mentre l’aneto dell’Asia.
- Colore delle foglie: al verde-azzurro-grigiastro dell’aneto si contrappone il verde acceso del finocchietto.
- Forma della pianta: alla struttura a fitto cespuglio del finocchio, fa eco quella poco ramificata del finocchio.
- Odore: il finocchio selvatico emana un profumo dolce, fresco e aromatico, che ricorda un misto tra anice e menta, mentre l’aneto ha un odore più pungente e intenso, con lievi note mentolate.
Foglie, semi e sapore
Non esistono solo differenze puramente estetiche tra finocchio selvatico e aneto. Ciò che l’olfatto rileva ci viene, infatti, restituito anche dal gusto. Non a caso l’aneto è conosciuto anche come finocchio bastardo o finocchio fetido. Di entrambe le piante si utilizzano sia i semi, sia le foglie, ma questi vantano caratteristiche molto diverse.
I semi di finocchio selvatico risultano dolci, con un sapore che ricorda un misto tra anice e liquirizia, molto delicato. i semi di aneto conferiscono alle pietanze un gusto quasi pungente, erbaceo, con note leggermente mentolate che aumentano il senso di freschezza, ma rischiano di coprire gli altri sapori.
Gli usi in cucina
Le differenze che separano finocchio selvatico e aneto si ripercuotono sull’uso che si può fare dei due vegetali in cucina. Appare opportuno specificare, in primis, che, mentre le foglie di aneto devono essere utilizzate essenzialmente fresche, quelle di finocchietto sopportano bene la cottura. Queste ultime diventano quindi spesso parte integrante di sughi, frittate, torte salate e ripieni.
Nulla vieta, poi, di tritarle sopra insalate, uova o contorni, né di aggiungerli a fine cottura per profumare le nostre ricette. L’aneto risulta, invece, ottimo all’interno delle marinature di piatti di pesce o di carne o utilizzato come condimento di zuppe, insalate e contorni vari.
Anche se finocchio selvatico e aneto presentano differenze significative, i punti di contatto non mancano. Foglie e semi delle due piante possono essere, per esempio, utilizzate per preparare tisane e infusi antibatterici e benefici per l’apparato digerente. Entrambi i vegetali sono facili da coltivare, sia nell’orto sia in vaso, ma il primo resiste meglio alla siccità.
FAQ
Aneto e finocchio selvatico sono la stessa cosa?
No, le due piante appartengono alla stessa famiglia e sono molto simili nell’aspetto, ma alcuni particolari, e soprattutto il sapore, li distinguono.
A cosa assomiglia il sapore dell’aneto?
Il sapore dell’aneto è intenso e rustico, con note mentolate. Potrebbe ricordare un po’ un misto tra il gusto dell’anice e quello del finocchio, con note pungenti erbacee.






