Dieta a base di avena, bastano due giorni per ridurre il colesterolo?
L’avena potrebbe essere una grande alleata contro il colesterolo. A certificarlo ci ha pensato uno studio pubblicato in Nature Communications. L’indagine si è concentrata su individui affetti da sindrome metabolica e la chiave sembra risiedere nell’effetto che il cereale ha sulle cellule intestinali. Prudenza rimane la parola d’ordine perché un’alimentazione equilibrata si conferma imprescindibile.

Mangiare l’avena per abbassare il colesterolo: lo studio
A concentrarsi su quanto l’avena possa essere utile contro il colesterolo ci ha pensato un team dell’Università di Bonn. I ricercatori hanno individuato 34 partecipanti. Questi erano affetti da sindrome metabolica, ovvero da una serie di condizioni fisiopatologiche in grado di aumentare i fattori di rischio. I soggetti in questione convivevano con livelli troppo elevati di grasso addominale, ipertensione, ipercolesterolemia e libelli di glicemia alti.
L’indagine è stata poi effettuata su due gruppi da 17 partecipanti. Uno, denominato gruppo dell’avena, era chiamato a consumare per due giorni 300 grammi di farina di questo cereale cotta in acqua, con minime integrazioni di frutta e verdura. Il secondo campione inece doveva astenersi dall’alimento oggetto di studio. Gli individui del primo gruppo hanno mostrato immediate riduzioni significative dei livelli di colesterolo LDL, quello cattivo, nelle successive 6 settimane di follow up.
Perché l’avena fa bene per il colesterolo?
Il nuovo studio mette l’avena al centro della lotta contro il colesterolo. Il meccanismo alla base dell’effetto che tale cereale ha sull’organismo sembra essere legato all’intestino. L’avena appare infatti in grado di stimolare la produzione di alcuni composti da parte delle cellule di quest'ultimo. Tra essi rientra l’acido diidroferulico che, una volta entrato nella circolazione sanguigna, influisce sull’assorbimento dei grassi e facilita l’eliminazione del colesterolo cattivo.
L’avena rende più agevole tale compito anche perché introduce nel nostro corpo una significativa quantità di fibre. L’assunzione intensiva di avena ha per altro stimolato cambiamenti estremamente rapidi a livello del microbiota intestinale quindi gli effetti si sono rivelati immediatamente apprezzabili oltre che in proporzione duraturi.
Quanta avena mangiare per abbassare il colesterolo?
Il rapporto avena-colesterolo è stato analizzato anche in un trial parallelo. Un altro gruppo di individui, ancora affetti da sindrome metabolica, è stato chiamato a consumare un pasto a base del cereale al giorno, per una dose quotidiana di 80 g di prodotto. Un simile regime alimentare non sembrava però portare benefici altrettanto significativi.
Il cambiamento repentino è apparso quindi più efficace ma gli scienziati avvertono che i risultati vanno attentamente approfonditi. Nell’esperimento dei due giorni, infatti, a cambiare era anche l’apporto calorico, dato che i soggetti assumevano il 50% delle calorie in meno. La dose di avena giornaliera consigliata rimane per altro di 40-50 g e andrebbe integrata in una dieta equilibrata.
Le nuove scoperte su avena e colesterolo aprono importanti prospettive. Marie-Christine Simon, autrice leader dello studio, ha specificato che fare un pieno del cereale a intervalli regolari e controllati potrebbe rivelarsi una buona chance. Seguire un’alimentazione basata su proteine vegetali, pesce e carne bianca rimane cruciale, così come evitare di consumare eccessive quantità di zuccheri.
Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.






