Caldo, afa e umidità, differenze e perché il caldo umido pesa di più
Il nostro corpo avverte bene la differenza tra caldo e afa perché convivere con le alte temperature è possibile ma tutto cambia con l’umidità. Quando il vapore acqueo presente nell’aria raggiunge tassi superiori al 40-50% i meccanismi di termoregolazione del corpo basati sulla sudorazione falliscono e l’organismo entra in crisi. Si parla, dunque, di temperatura effettiva e di calore percepito e i rischi sono connessi soprattutto alla seconda variabile.

Che differenza c’è tra caldo e afa?
Caldo, afa e umidità non sono sinonimi e per capire la differenza possiamo affidarci al nostro organismo. Si parla di caldo torrido, allora, quando le temperature sono superiori ai 35° ma con tassi di umidità inferiori al 35%. Si ricorre al termine afa, invece, per indicare la condizione in cui, agli elevati valori termici, si accompagna una massiccia presenza di vapore acqueo nell’aria.
La presenza di afa rende il caldo meno sopportabile per l’organismo perché impedisce a quest’ultimo di raffreddarsi. Sono sufficienti, per esempio, 30-35 °C sui termometri e umidità superiore al 60% per creare problemi. In condizioni di caldo secco, invece, persino temperature superiori ai 40 °C risultano tollerabili.
Perché l’umidità fa sentire più caldo?
La differenza tra caldo, afa e umidità sta nei meccanismi che le tre variabili innescano nell’organismo. Il nostro corpo per funzionare deve mantenere una temperatura interna stabile di massimo 37 °C. Quando l’ambiente esterno si fa torrido, dunque, mette in funzione dei meccanismi di termoregolazione. Questi sono basati sul sudore che, evaporando dalla cute, permette alla pelle di rinfrescarsi.
Quando l’aria è già carica di umidità, però, le molecole di acqua sulla nostra pelle non possono evaporare. Il sudore rimane incollato alla cute e, invece di rinfrescarci, ci fa avvertire ancora più caldo. La temperatura del corpo sale e ciò mette sotto stress il cuore. Riimanendo in questa situazione si rischia di incorrere nel colpo di calore. L’aria satura di vapore rende, poi, anche più difficile respirare.
Il caldo umido è più pericoloso di quello secco?
Afa, caldo e umidità, con le loro differenze, si combinano in un quadro preciso di rischi. Quando oltre alle temperature elevate abbiamo a che fare con alti tassi di umidità, infatti, il Ministero della Salute ci avverte che la cautela deve essere massima. Si parla, quindi, di giornate da bollino rosso. La variabile su cui riflettere è quella della “temperatura percepita”. Con quest’espressione si indica il rapporto tra temperatura e umidità che, seppur non potendo essere quantificato, ci restituisce una valutazione del disagio termico che il nostro corpo si appresta a provare.
Dire che a una temperatura effettiva di 36° C ne corrisponde una percepita di 40 °C significa avertire che il disagio termico avvertito dal nostro corpo sarà paragonabile a quello che avvertiremmo a 40°C in condizioni di umidità standard. Non si tratta, insomma, di una misurazione diretta.
La presenza di umidità e afa fa la differenza nel modo in cui il nostro organismo può difendersi dal caldo. Le condizioni torride ma secche sono la tipica caratteristica di luoghi come il Deserto del Sahara, o di città come Dubai. Il caldo umido caratterizza invece metropoli come Pechino o Giacarta. Nell’equazione vanno, poi, sempre inserite variabili come velocità del vento e intensità dell’irraggiamento solare.
FAQ
Qual è la differenza tra caldo torrido e caldo afoso?
Il caldo torrido, o caldo secco, è caratterizzato da alte temperature con tassi di umidità contenuti. Il caldo afoso combina, invece, temperature spesso più basse a tassi di umidità superiori al 40-50% e aumenta, quindi, le condizioni di disagio termico per il nostro corpo, che fatica a raffreddarsi con la sudorazione.
L’afa causa mancanza di respiro?
Sì, l’afa può causare difficoltà nella respirazione perché il vapore acqueo che si accumula nell’aria rende parte dell’ossigeno non disponibile e il corpo è costretto a faticare, e a scaldarsi ulteriormente, per lavorare in condizioni normali. Si può così avvertire una sensazione di affanno.
Cos’è il caldo percepito?
Il caldo percepito è la definizione del disagio termico che il nostro corpo avverte in presenza di elevate temperature e di alti tassi di umidità. Non si tratta d’una misurazione diretta, ma di un valore calcolato.
Cosa significa bollino rosso?
Il Ministero della Salute definisce le giornate da bollino rosso per il caldo come quelle in cui il mix di temperature oltre la norma, irraggiamento solare intenso, mancanza di ventilazione ed elevati tassi di umidità, creano condizioni da massima allerta per la salute umana.






