Acque di balneazione, cosa sono e quali regole devono rispettare
Le acque di balneazione sono costituite dagli ambienti idrici dolci e salati superficiali indicati come sicure per il nuoto e lo svolgimento di altre attività sportive e ricreative. Per ottenere questo status le acque devono risultare di buona qualità ed essere sottoposte a controlli periodici. Il monitoraggio riguarda parametri d tipo fisico, chimico e microbiologico. Nulla esclude, per altro, che scattino divieti di balneazione temporanei o permanenti durante i rilievi.

Che cosa sono le acque di balneazione?
In Italia a dettare le regole in merito di acque di balneazione è la direttiva 2006/7/CE, recepita nel Decreto Legislativo 116/2008 e integrato con Decreti Legislativi successivi nel 2010 e nel 2019. Con la definizione si fa riferimento a tutte quelle acque superficiali, ovvero costiere, interne o dI transizione non sotterranee, n cui è possibile fare il bagno, nuotare e svolgere altre attività in modo sicuro. Le acque di balneazione possono comprendere sia quelle dolci, di fiumi, laghi e ruscelli, sia quelle salmastre costiere.
Per essere classificati come balneabili gli ambienti devono rispettare parametri relativi alla presenza di:
- Escherichia coli
- Enterococchi intestinali
- Rifiuti galleggianti
- Inquinanti chimici
- Schiume anomale
- Proliferazione di alghe e fitoplancton
Nell’equazione vengono valutati anche parametri di tipo fisico-chimico, come colore, trasparenza e Ph.
Come vengono controllate?
Le acque di balneazione sono sottoposte a controlli costanti e minuziosi. Questi vengono eseguiti a opera delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale, con eccezioni che competono al Sistema Sanitario Nazionale. Tutte le informazioni confluiscono nel Portale Acque del Ministero della Salute, consultabile sia dalle autorità competenti, sia dai cittadini, in un’ottica di totale trasparenza promossa dall’Unione Europea.
Le analisi devono essere effettuate con cadenza almeno mensile nella stagione balneare, con un totale di almeno 4 campioni esaminati all’anno a meno di periodi particolarmente brevi. Al termine della stagione i dati vengono poi confrontati con quelle dei 3 anni precedenti e, sulla base del bilancio, alle acque viene assegnata un’etichetta di qualità che può essere:
- Eccellente (blu)
- Buona (verde)
- Sufficiente (gialla)
- Scarsa (rossa)
Per le acque di qualità scarsa le autorità sono chiamate a fornire e attuare piani di intervento.
Quando scatta il divieto di balneazione?
Nelle acque la situazione rimane dinamica, quindi è possibile che in alcune zone scattino dei divieti di balneazione. Questi entrano in vigore quando, durante i controlli, si rileva il mancato rispetto di alcuni parametri. Le cause possono, dunque, essere di natura igienico-sanitaria, connessa spesso all’aumento dei batteri della specie Escherichia coli, di enterococchi intestinali o di altri contaminanti. In questi casi fare il bagno diventa un rischio per la salute.
Ingerire acqua contaminata significa, infatti, esporsi a problemi gastrointestinali di varia natura. Per chi viola le norme sono anche previste sanzioni amministrative. I divieti di balneazione di questo tipo sono spesso temporanei, dato che comportano un intensificarsi dei controlli e una chiamata all’azione di depurazione per le autorità. Altri tipi di divieti sono legati a condizioni di dissesto idrogeologico, a mareggiate o ad altre condizioni concretamente pericolose per i bagnanti.
Informarsi sulle acque di balneazione è una priorità quando ci si accinge a farsi una nuotata e i portali online dedicati rendono oggi l’impresa tutt’altro che complicata. Dove la situazione non è sicura, però, dovremmo sempre poter contare sull’efficace mix tra posizionamento di cartelloni e di apposita segnaletica, informazioni date tramite comunicazioni verbali del personale addetto e presenza della celeberrima bandiera rossa che sventola.






