Tartarughe marine e clima, nidi più precoci ma con meno uova
Le tartarughe marine si stanno impegnando per adattarsi al clima che cambia ma la loro sopravvivenza appare a tratti in pericolo. Secondo uno studio pubblicato in Animals questi animali finiscono ormai per nidificare sempre prima e per deporre meno uova per covata. Tutto dipende da ciò che succede quando i piccoli rettili si trovano al largo, in acque che producono meno nutrimento.

Cosa succede alle tartarughe marine?
A concentrarsi su ciò che accade oggi alle tartarughe marine ci ha pensato un team della Queen Mary University of London. I ricercatori hanno registrato circa 178.000 nidi sulle spiagge di Capo Verde e monitorato l’attività di 14.000 femmine, in uno studio lungo 17 anni. Il sito è un hotspot per le tartarughe Caretta Caretta.
Ne è emerso che la stagione di nidificazione continua ad anticiparsi e gli intervalli tra un periodo di questo tipo e l’altro si riducono. Le temperature in aumento accelerano anche lo sviluppo delle uova, accorciando le pause tra i cicli riproduttivi all’interno della stessa stagione. Le singole tartarughe si prendono però più tempo tra un intervallo riproduttivo e l’altro e, quando arrivano alla nidificazione, depongono meno uova.
Tartarughe marine e cambiamento climatico
L’impatto che il cambiamento climatico ha sulle tartarughe marine è complesso da definire. Il ciclo vitale di questi animali è scandito da una significativa quantità di tempo passata al largo e da intervalli dedicati alla nidificazione sulle spiagge. Temperature più alte nei luoghi in cui avviene la fase riproduttiva determinano un’accelerazione nello sviluppo delle uova e un’anticipazione continua dello predisposizione dei nidi.
La situazione lontano dalle coste si rivela però altrettanto importante. Acque più calde producono meno nutrimento e le tartarughe immagazzinano meno energia. È questo che le porta a dilatare gli intervalli tra una stagione riproduttiva e l’altra. Nei 17 anni dello studio la media è passata dai tipici 2 anni di pausa, a 4.
Come salvare le tartarughe marine?
Intervenire per tutelare le tartarughe marine appare prioritario. I ricercatori hanno infatti sottolineato che, per quanto tali animali stiano dimostrando flessibilità nell’adattarsi agli effetti del cambiamento climatico, è evidente che le questioni riproduttive influiscono sulla sopravvivenza delle specie. Una riduzione delle emissioni appare l’unica strategia per affrontare il problema alla radice ma ai macro provvedimenti nell’ambito vanno affiancate anche azioni mirate.
Gli scienziati insistono dunque sull’importanza di allestire più Aree Marine Protette e di allentare la pressione sugli ecosistemi marini. Proteggere i siti di nidificazione rimane essenziale ma non può restare l’unico elemento su cui puntare. Bisogna piuttosto guardare anche a ciò che accade al largo e costruire sistemi di monitoraggio esaustivi.
Gli scienziati hanno avvertito che il futuro delle tartarughe marine è in bilico. Molto dipende dalla capacità di questi animali di adattarsi a un mondo in cui il clima cambia, ma mettere a punto strategie di conservazione coerenti non è meno cruciale. Kirsten Fairweather, una delle autrici, ha sottolineato che persino dove il quadro generale mostra storie di successo, guardare ai singoli casi può rivelare una situazione da allarme.






