Spreco di acqua, il prezzo nascosto del cibo buttato
Una parte significativa dello spreco d’’acqua è connessa al cibo che buttiamo via ogni giorno. Secondo le statistiche nel mondo a causa della dinamica vanno persi miliardi di litri cubi di preziosa risorsa all’anno e l’Italia non fa certo da esempio virtuoso. Ridurre la quantità di alimenti che finisce nella spazzatura e intervenire sul sistema di approvvigionamento idrico per limitare i danni appaiono i provvedimenti su cui concentrarsi.

Spreco di acqua e spreco alimentare
Allo spreco alimentare sono connesse ingenti perdite in termini di acqua a causa di diverse ragioni. Ogni alimento che portiamo in tavola ha una cosiddetta impronta idrica, ovvero un costo in termini di acqua consumata per arrivare al prodotto finito. Il dato comprende la risorsa utilizzata per l’irrigazione dei campi, oltre a quella impiegata in lavorazione e trasporto.
Per fare degli esempi concreti, dunque, un chilogrammo di carne bovina che arriva nel nostro piatto comporta l’uso di 15.400 l di acqua dolce. Per la pasta il valore scende invece a 1.800 l/kg. Sprecare cibo comporta, insomma, che anche l’acqua “nascosta” al suo interno venga gettata via e ciò influisce sull’impatto ambientale della dinamica.
Quanta acqua viene persa per lo spreco alimentare?
La quantità di acqua che ogni anno va persa a causa dello spreco di cibo è a livello globale impressionante. Al settore alimentare è connesso l’impiego del 70% delle risorse idriche utilizzate dall’umanità. Ogni anno vengono buttate nel mondo, secondo la FAO, 1.6 milioni di tonnellate di alimenti, equivalenti al 30-40% del totale. Ciò si traduce in uno spreco di acqua di 250 chilometri cubi.
Più di un quarto delle scorte di acqua dolce sottratte al pianeta finisce insomma annualmente sprecata. Si tratta di una quantità di liquido pari a tre volte quello contenuto nel Lago di Ginevra, la più grande riserva dell’Europa Occidentale. Le disparità tra Paesi ricchi, dove lo spreco di cibo è più alto, e realtà in via di sviluppo appare per altro significativa.
Spreco alimentare e spreco di acqua in Italia
L’Italia non brilla nel panorama dello spreco di acqua connesso a quello del cibo. Ogni settimana nel nostro Paese vengono gettati via circa 560 grammi di prodotti commestibili a persona. Su scala annua ciò si traduce in uno spreco idrico di più di 151 miliardi di litri di acqua. Un simile valore tradotto in termini concreti ci obbligherebbe a usare 302.938 bottiglie da mezzo litro, che, l’una accanto all’altra, potrebbero permetterci di fare il giro del mondo più di 4 volte.
Ad aggravare il quadro, nell’ambito dello spreco idrico nella Penisola, è anche la quantità di dispersione della risorsa immessa negli acquedotti. Si stima infatti che la percentuale si aggiri ancora intorno al 42%, con significative differenze tra le singole regioni.
Intervenire perché lo spreco alimentare, e quindi le perdite idriche connesse, venga limitato è fondamentale. Gli obiettivi dell’Agenda 2030 prevedono che esso venga dimezzato ma la strada è ancora lunga. I dati che attestano che oggi nel mondo circa 2 miliardi di persone, ovvero un individuo su 4, non hanno accesso ad acqua potabile aggiungono pressione all’impegno.






