“Scintille”, la bellissima poesia di Tagore sulla primavera
La primavera costituisce nei cicli naturali un momento privilegiato e la poesia “Scintille” di Rabindranath Tagore ce lo ricorda. Nel componimento l’autore indiano si serve di una serie di immagini immediate per tracciare un quadro tanto vivido quanto mistico in cui la stagione viene esaltata. L’uomo resta sullo sfondo ma finisce per vivere una perfetta comunione con ciò che lo circonda.

“Scintille”: il testo della poesia di Tagore
Vieni, primavera, vieni
a svelare la bellezza del fiore
celata nel bocciolo
tenero e delicato
Lascia cadere le note
che porteranno i frutti,
e passa con cura il tuo pennello
d’oro di foglia in foglia.
Poesia “Scintille” di Tagore: significato
La poesia “Scintille” di Tagore rappresenta un inno allo splendore della primavera in cui la delicatezza e i colori sono assoluti protagonisti. La lirica si apre con un’invocazione alla stagione della rinascita della natura, invitata a mostrarsi sulla scena per restituire bellezza ai boschi, privati temporaneamente di tale caratteristica dal lugubre inverno.
Arriva quindi anche il momento dello sbocciare dei fiori, il cui incanto rimane fino all’arrivo del primo sole, celato nel bozzolo, seppur presente. Nella seconda strofa il poeta prosegue con la personificazione e descrive la primavera all’opera. Sulla scena irrompono allora tanto la musica, quanto un “pennello d’oro” che permettono alla natura di trasformarsi in un quadro dalle tinte vivaci capace di incantare gli occhi di chi guarda.
“Scintille” poesia d’amore per la primavera
Il soggetto della poesia “Scintille” è senza dubbio la primavera e l’influenza di questa magnifica stagione va ben oltre quanto descritto dal significato letterale delle parole. Siamo di fronte a un componimento in cui sole e colori arrivano a sostituire le lunghe giornate buie invernali caratterizzate dal grigiore. Ancora una volta la primavera diventa insomma il simbolo della vittoria della luce sulle tenebre.
Tutto ciò fa per altro da metafora di ciò che dovrebbe accadere anche nell’animo dell’uomo. L’atto della contemplazione della rinascita della natura può infatti portare lo stesso rinnovamento nello spirito, che può predisporsi al ritorno della gioia persino nei momenti più bui.
“Scintille” è una poesia breve in cui Rabindranath Tagore traccia un quadro che assume quasi i contorni di un’istantanea. Il lessico è semplice ma allo stesso tempo raffinato e delicato, oltre che estremamente puntuale nel descrivere il mutare del paesaggio. Il lettore si trova quindi a immergersi in una scena tanto quotidiana quanto sempre intrinsecamente straordinaria.






