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I pozzi di petrolio dismessi emettono troppo metano

I pozzi di petrolio dismessi emettono troppo metano

I pozzi di petrolio minacciano l’ambiente anche quando non sono in funzione perché i microrganismi al loro interno rilasciano metano.

I pozzi di petrolio dismessi o mai in uso sono un problema per l’ambiente. A certificarlo ci ha pensato uno studio pubblicato su Environmental Science and Technology. Il lavoro ha mostrato che le reazioni che avvengono in profondità all’interno di questi impianti producono metano. I dati sono più allarmanti del previsto e intervenire per limitare i danni causati dal potente gas serra è fondamentale.

I pozzi di petrolio dismessi emettono troppo metano
@envatoelements

Come funziona l’emissione di metano dei pozzi di petrolio? 

I pozzi di petrolio sono la fonte di una certa quantità di emissioni di metano in atmosfera persino quando non sono utilizzati o non sono mai stati in uso. Il problema è rappresentato da ciò che accade in profondità. Qui agiscono alcuni microrganismi in grado di sopravvivere anche in assenza di ossigeno e, con la loro azione di degradazione della materia organica, fanno in modo che si generi CH4 come sottoprodotto

Il processo è noto come metanogenesi e fa in modo che gli impianti non in funzione si trasformino in una sorta di “trappola geologica”, ovvero in serbatoi di un importante gas serra. Il metano ha infatti un potere climalterante 80 volte maggiore della CO2, anche se rimane in atmosfera molto meno tempo.

Metano: dove sono i pozzi di petrolio pericolosi? 

A concentrarsi sulla capacità dei pozzi di petrolio inattivi di emettere metano ci ha pensato un team della McGill University. I ricercatori hanno campionato 401 impianti non produttivi in Canada, in particolare nel Canada Occidentale. Utilizzando tecniche di analisi chimica altamente sensibili gli scienziati sono riusciti a determinare con precisione le dinamiche interne a 100 dei pozzi esaminati. 

È stato dunque rilevato che le fuoriuscite di metano sono circa 1.000 volte più veloci di quanto si pensava in precedenza. I processi di metanogenesi sono stati individuati nel 23% degli impianti, il triplo rispetto a quanto riscontrato nei lavori precedenti, e ulteriori tracce del gas sono state segnalate nel 50% dei pozzi.

Pozzi di petrolio e metano: cosa fare 

I ricercatori affermano che il nuovo studio apre importanti prospettive sui pozzi di petrolio inattivi. Precedenti studi hanno mostrato che in Canada, dove ci sono più di 500.000 impianti di questo tipo, 12 di essi sono la fonte del 98% delle emissioni del settore. È chiaro quindi che individuare gli hotspot su cui intervenire è fondamentale per pianificare strategie coerenti e distribuire le risorse in modo razionale. 

Per poter arrivare allo step è però fondamentale capire le dinamiche alla base della metanogenesi. Bisogna dunque approfondire la ricerca su cosa succede nelle profondità della terra e su come i pozzi forniscano al potente gas serra una via d’uscita verso l’atmosfera per poter limitare i danni.

Le domande sui pozzi di petrolio si moltiplicano. Mary Kang, fra gli autori, ha affermato che il lavoro offre un ulteriore promemoria sulla complessità del sottosuolo e ha sottolineato che la speranza è che ora la ricerca venga utilizzata come strumento. Appare infatti evidente che gli impianti di estrazione rimangono un problema a lungo termine per l’ambiente e che colmare le lacune che portano a sottovalutazioni è prioritario.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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