Foreste e cambiamento clima, come capire dov’è il limite
Il continuo cambiamento a cui il clima va incontro ormai da anni sta rendendo le foreste sempre più vulnerabili. Ad approfondire la questione ci ha ora pensato uno studio pubblicato in Proceedings of the National Academy of Sciences. Gli scienziati si sono chiesti stavolta se ci siano segni precoci che permettono di comprendere quando gli alberi raggiungono il limite di sopportazione. Caldo e siccità sono apparsi i nemici più temibili.

Quali sono gli effetti del cambiamento del clima sulle foreste?
Le foreste possono dirci molto su quanto il cambiamento del clima le stia tormentando ma comprendere il loro linguaggio non è sempre semplice. Per questo un team svizzero ha indagato su quali segnali tali ecosistemi mandino quando raggiungono il proprio limite. La dinamica che si innesca è questa: le colonnine di mercurio schizzano alle stelle pressoché ovunque e la siccità causa una diminuzione dell’umidità del suolo.
Quando le temperature si alzano le foglie si surriscaldano e devono raffreddarsi attraverso la traspirazione. La mancanza di acqua causa però una chiusura dei pori, rendendo impossibile l’abbassamento della temperatura interna della pianta. Quando il processo si fa irreversibile le foglie diventano marroni, bruciandosi, e la morte dei vegetali può sopraggiungere rapidamente. Il problema è identificare il momento della svolta.
Foreste e cambiamento clima: le notizie dall’ambiente
Per comprendere quanto il clima possa fare da elemento di cambiamento nella fisionomia delle foreste, i ricercatori hanno condotto un esperimento nei pressi di Zurigo. In un laboratorio forestale hanno cresciuto all’interno di serre delle giovani piante di faggio e quercia, monitorandone poi la salute per più di 5 anni. In alcuni esperimenti sono state riprodotte le condizioni ambientali standard, in altri i vegetali sono stati sottoposti ad aumenti di temperatura di 4-5 °C, mentre in altri casi ancora l’innalzamento termico è stato combinato con una simulata siccità prolungata.
Le querce hanno dimostrato limiti di sopportazione più alti dei faggi. In questi ultimi l’alterazione dei due fattori climatici, assimilabile alle condizioni che i vegetali dovranno affrontare nel 2100, hanno portato le foglie a virare al marrone e a processi di essiccamento. Gli strumenti sofisticati hanno permesso di identificare l’esatto momento del passaggio.
Impatto delle foreste sul cambiamento del clima
Il nuovo studio rivela interessanti aspetti sulla reciproca influenza che cambiamento del clima e foreste hanno l’uno sulle altre. Gli alberi analizzati si sono mostrati in grado di manifestare una certa resilienza. Appare però chiaro che non tutte le specie reagiscono al riscaldamento globale nello stesso modo e, soprattutto, che la combinazione di più fattori di stress avvicina notevolmente il limite di sopportazione.
Le foreste in cui gli alberi “bruciano” rischiano per altro di trasformarsi in breve tempo in ambienti che emettono carbonio invece che assorbirlo e ciò può alimentare un pericoloso circolo vizioso. Aumento incontrollato degli incendi e perdita progressiva di diversità fanno da altri danni collaterali delle alterazioni.
Gli scienziati sono sempre più determinati a comprendere come tutelare le foreste dal cambiamento del clima. La ricerca proseguirà ora per altri due anni ma contare su un progressivo spostamento del limite di sopportazione delle piante e sul loro adattamento non è un’opzione. Raccogliere più dati sperimentali è però una priorità per mettere a punto strategie di gestione del territorio efficaci.






