Effetto isola di calore, i data center AI tra le cause
A causare l’effetto isola di calore non sono più solo gli edifici che si moltiplicano ma anche i data center AI. Le strutture che ospitano, mantengono in funzione e addestrano i modelli AI producono infatti un’enorme quantità di energia termica che, dispersa nell’ambiente circostante, alza le temperature. Le conseguenze potrebbero coinvolgere 340 milioni di persone ma è necessario approfondire la ricerca.

Cos’è l’effetto isola di calore dell’AI?
Con effetto isola di calore si indica un fenomeno che è in genere legato all’urbanizzazione. Si tratta di quella dinamica per cui il cemento assorbe grandi quantità di calore durante il giorno e le rilascia durante la notte, facendo alzare le temperature degli ambienti circostanti. A causa di ciò nelle zone urbane i termometri arrivano a segnare nelle ore notturne fino a 10-12 °C in più rispetto alle periferie verdi circostanti.
Ora l’effetto non è però più attribuibile solo all’urbanizzazione, ma anche alla presenza degli enormi centri che ospitano i modelli d’Intelligenza Artificiale. Tali strutture processano milioni di operazioni di calcolo complesso al secondo, generando una quantità di energia termica costante che altera gli equilibri termodinamici.
Quali sono le nuove cause dell’effetto isola di calore?
L’Intelligenza Artificiale sembra essere tra le nuove cause dell’effetto isola di calore. A concentrarsi sulla dinamica ci ha pensato un team dell’Università di Cambridge. I ricercatori hanno analizzato l’impatto termico di oltre 6.000 data center sparsi nel globo e collocati al di fuori di aree urbane densamente abitate.
Hanno dunque posto al centro dell’attenzione il calore prodotto nello svolgimento delle operazioni complesse di cui i server AI devono farsi carico e quello necessario al raffreddamento delle macchine, per poi confrontarlo con dati ventennali relativi alle temperature circostanti, epurati da variabili stagionali e altri fattori esterni. Ne è emerso che dove sono in funzione le enormi infrastrutture AI le colonnine di mercurio fanno segnare aumenti che vanno da 2 a più di 10 °C, nel raggio di 10 chilometri.
Come ridurre l’effetto isola di calore connesso all’AI?
I dati sull’effetto isola di calore attribuibile alla presenza dei data center AI non sono trascurabili. Secondo le indagini le variazioni di temperatura avrebbero un effetto sulla vita di più di 340 milioni di persone. Per questi individui aumenterebbe il rischio di incorrere in ondate di calore dall’impatto devastante sulla salute. La soluzione migliore consisterebbe, allora, nel trovare un modo per riutilizzare l’energia termica prodotta dalle gigantesche infrastrutture.
In Danimarca Microsoft ha già attuato procedure simili per alimentare una rete di teleriscaldamento su cui contano case, scuole, ospedali e simili. Rimane, per altro, prioritaria anche la preoccupazione per le emissioni generate dai centri, dato che queste influiscono in modo ancora più diretto sulla corsa del cambiamento climatico.
La ricerca sull’effetto isola di calore che i centri AI sembrano in grado di innescare solleva inquietudine ma non fornisce risposte esaustive. Andrea Marinoni, autore leader del paper, ha specificato che l’obiettivo non è arrestare lo sviluppo tecnologico o negare quanto questo sia funzionale al progresso ma mostrare la necessità di cambiare prospettiva perché la sostenibilità diventi parte integrante dei progetti prima che il tempo per intervenire finisca.






