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“Ah! girasole”, la bellissima poesia di William Blake

“Ah! girasole”, la bellissima poesia di William Blake

Nella poesia “Ah! girasole” William Blake usa il fiore come simbolo per farci riflettere sulla bellezza della vita e su ciò che viene dopo.

Ah! girasole” è una poesia di William Blake pubblicata per la prima volta nel 1794 nella raccolta Songs of Experience. Nei versi dell’autore inglese si snoda una profonda riflessione, a tratti oscura, in cui ogni elemento si trasforma in un simbolo. Il fiore fa allora da incarnazione della natura umana e alla fine della lirica la meditazione sulla bellezza della vita finisce per travalicare i confini terreni.

Ah girasole, la bellissima poesia di William Blake
@envatoelements

Ah” Girasole”: il testo della poesia di William Blake 

Ah girasole, stanco del tempo, 
che conta i passi del sole: 
Cercando quel dolce clima dorato 
Dove il cammino dei viaggiatori è finito.

Dove il giovane si strugge di desiderio, 
e la pallida Vergine avvolta nella neve: 
Alzati dalle loro tombe e aspira, 
dove il mio girasole desidera andare.

Ah! Girasole”: il significato della poesia 

La poesia “Ah! Girasole” di William Blake è tanto densa di significato quanto complessa da comprendere. L’autore mette al centro della lirica il fiore color giallo intenso, descrivendone i continui moti per inseguire il Sole. Questo movimento immutabile e impossibile da fermare diventa una metafora per descrivere la vita umana, che si concretizza nel riferimento al viaggiatore che troviamo alla fine della prima strofa. 

La seconda parte del componimento scivola, invece, ancora di più nel mistico, con la descrizione dell’incontro tra un giovane colmo di desiderio e una vergine ibernata. Le ultime parole della poesia, con cui Blake identifica la situazione come ciò a cui il girasole anela, fanno da raccordo tra prima e seconda stanza esplicitando che in gioco c’è sempre stato il raggiungimento del paradiso.

Ah! Girasole”: dall’amore alla poesia 

Il girasole è da sempre utilizzato come potente simbolo ma la poesia di William Blake rivoluziona l’intero quadro. Il fiore rappresenta infatti spesso l’amore non corrisposto, a causa del mito che collega la sua origine alla ninfa Clizia. Questa, innamorata da Apollo, dio del Sole, ma da lui non ricambiata, si sarebbe consumata nell’inedia, mutando in un fiore perennemente impegnato a seguire con il proprio corpo il bellissimo astro. 

William Blake trasforma invece il moto del girasole nell’incarnazione del dipanarsi dell’esistenza umana. L’uomo finirebbe, infatti, per vivere tendendo alla ricerca della beatitudine oltre la morte e alla comunione con il divino. Ciò non può che fiaccare l’umanità. Nello “stanco del tempo” iniziale alcuni vedono dunque persino un incoraggiamento implicito ad apprezzare anche la bellezza e la vita nel qui e ora.

All’interno della poesia “Ah! Girasole”, come spesso accade nelle liriche di William Blake, la natura diventa un simbolo. Il componimento è caratterizzato da due quartine dalla musicalità cantilenante in cui nessun termine è utilizzato con leggerezza. Il lessico è raffinato, in un perfetto contrasto con l’apparente semplicità degli argomenti trattati, a fare da base per l’allegoria.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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