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“O falce di luna calante”, la bellissima poesia di Gabriele D’Annunzio

“O falce di luna calante”, la bellissima poesia di Gabriele D’Annunzio

“O falce di luna calante” è una poesia di Gabriele D’Annunzio in cui viene dipinto un paesaggio suggestivo che evoca sentimenti contrastanti.

O falce di luna calante” è una poesia di Gabriele D’Annunzio scritta nel 1882 e pubblicata nella raccolta Canto Novo. Il poeta, a soli 19 anni, dipinge un paesaggio che assume quasi i contorni di un ritratto o di una cartolina. Ogni elemento naturale diventa protagonista di una personificazione e sembra proiettare una propria aura. Sullo sfondo del panorama troviamo dunque gli uomini, quasi spettatori di quanto accade loro intorno.

O falce di luna calante, la bellissima poesia di Gabriele D’Annunzio
@envatoelements

O falce di luna calante”: il testo della poesia di D’Annunzio 

O falce di luna calante 
che brilli su l’acque deserte, 
o falce d’argento, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!

Aneliti brevi di foglie, 
sospiri di fiori dal bosco 
esalano al mare: non canto non grido
non suono pe ’l vasto silenzio va.

Oppresso d’amor, di piacere, 
il popol de’ vivi s’addorme... 
O falce calante, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!

Di cosa parla D’Annunzio in “O falce di luna calante”? 

In “O falce di luna calante” Gabriele d’Annunzio ci fa immergere in un paesaggio tanto comune quanto unico. Il poeta traccia i contorni di un panorama in cui uno spicchio di luna in fase calante, incarnato dalla metafora della falce, brilla sul mare sottostante e conferisce alla natura dei tratti suggestivi. 

Ogni elemento dell’ambiente sembra rispondere a questo bagliore e lo fa con sentimenti umani, che vanno dagli aneliti delle foglie ai sospiri dei fiori. Il silenzio regna sorano e sullo sfondo di tutto ciò la nostra specie appare intenta a dormire e sognare. L’uomo risulta insomma in balia di amore e piacere, ma anche della luna capace di “mietere” i sogni.

“O falce di luna calante”: qual è il significato della poesia di D’Annunzio? 

La lirica “O falce di luna calante” fa emergere molti dei tratti che caratterizzeranno l’intera poetica di Gabirele D’Annunzio. Ogni elemento del paesaggio si inserisce perfettamente in un quadro in cui la bellezza è assoluta protagonista. 

A essere esaltato è il lato languido della natura, che, attraverso la personificazione di cui è oggetto, mostra anche un quadro delle emozioni umane che un simile panorama è in grado di suscitare. L’uomo rimane quasi in balia di tutto il contesto, a tratti padrone di ciò che lo circonda, a tratti semplicemente “oppresso” o persino addormentato.

La luna è un simbolo potente per i poeti e la lirica di D’Annunzio ce lo ricorda. Il lessico dei versi è, come da caratteristica dell’autore, raffinato e le figure retoriche, tanto di suono quanto di significato abbondano. Il componimento è breve, caratterizzato da 3 strofe composte da quattro versi, due da nove e due da undici sillabe.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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