Incendi, giorni ad alto rischio triplicati a causa del clima
I periodi ad alto rischio per gli incendi continuano ad allungarsi e la colpa è del cambiamento climatico. Uno studio pubblicato in Science Advances ha ora dimostrato che si stanno moltiplicando anche le giornate in cui più luoghi della Terra corrono il pericolo di venire investiti dalle fiamme contemporaneamente, o comunque quasi nello stesso intervallo di tempo. Ciò rende la risposta al fuoco ancora più complicata.

Cosa significa che il rischio incendi è più alto?
Il nuovo studio rilancia un allarme oggi già tristemente noto. In un mondo in cui il cambiamento climatico continua la sua corsa il rischio che gli incendi divampino in modo violento e incontrollato si fa sempre più concreto. Il fuoco, per svilupparsi, richiede condizioni precise, che comprendono un terreno particolarmente secco che faccia da combustibile, assenza di piogge e presenza di forte vento che aiuti le fiamme a propagarsi.
Il riscaldamento globale moltiplica tali contesti quindi, in presenza di inneschi rappresentati, per esempio, da fulmini, da incidenti o da eventi dolosi, il rischio catastrofe è dietro l’angolo. Non è un caso che praticamente ovunque la stagione degli incendi continui ad allungarsi.
Giorni ad alto rischio di incendi simultanei
Lo studio di recente condotto sugli incendi ha individuato un altro fattore che contribuisce ad aggravare il quadro: a moltiplicarsi sono anche i giorni in cui più Paesi vanno incontro a un alto rischio di venire contemporaneamente investiti dalle fiamme. I giorni in cui si verificavano tali condizioni erano, tra il 1979 e il 1984, in media 22 all’anno. Tra 2023 e 2024 il numero ha toccato quota 60, arrivando quindi quasi a triplicare.
L’America è apparsa particolarmente vulnerabile alla dinamica. Negli Stati Uniti continentali il valore è passato da 7.7 giorni di condizioni meteo sincrone favorevoli tra 1979 e 1988 a 38 giorni nell’ultimo decennio. In Sud America il salto risulta ancora più clamoroso con 5.5 giornata di media che sono diventate 70. Nel 2023 il picco è stato persino di 118.
Alto rischio incendi: prevenzione e conseguenze
L’alto rischio che si sviluppino incendi in più luoghi in contemporanea deve generare allerta. Non tutti i Paesi hanno infatti le risorse necessarie per rispondere al fuoco in modo tempestivo e organizzato e il fatto che altre realtà non possano offrire aiuti perché impegnate a loro volta a contrastare le fiamme rappresenta un problema potenzialmente grave. La prevenzione diventa dunque la miglior strategia ed essa deve essere affidata alla lotta al cambiamento climatico.
Nello studio i ricercatori hanno infatti effettuato una simulazione per comprendere come sarebbero le condizioni di rischio in un mondo non investito dai gas serra. Ne è emerso che oltre il 60% delle situazioni di pericolo sono determinate dalla presenza di tali sostanze.
Molte realtà nel mondo devono ormai fare i conti con periodi ad alto rischio incendi lunghi e in futuro la situazione rischia di peggiorare. L’unica eccezione alla tendenza generale che vede la stagione delle fiamme allungarsi è costituita dal Sud-Est dell’Asia che, diventando più umido, non vede nemmeno moltiplicarsi i giorni di condizioni meteo sincrone favorevoli al fuoco.






